Nel primo caso, l'agenzia stabilisce una quota minima accessibile a tutti, permettendo così agli invitati di decidere se acquistarne più d'una. Nel secondo, confezionano "pacchetti" (una notte in albergo, un'immersione, un mazzo di rose di benvenuto, un massaggio, il pranzo al fast food...) con relativo costo. In realtà, il valore di tali "pacchetti" è fittizio, ma serve a far sentire agli invitati di avervi regalato qualcosa di più carino rispetto a una fredda somma di denaro. Ovviamente, se la lista nozze non viene esaurita, gli sposi possono contribuire a chiuderla oppure modificarla.
Il "bon ton" suggerisce che è meglio fissare quote e pacchetti di valore contenuto, in modo da lasciare la più ampia libertà sulla cifra da sborsare.
Inoltre, è cortese lasciare all'agenzia un piccolo diario per i pensieri degli invitati.
In ultimo, può essere un gesto di gratitudine inviare una cartolina dai luoghi che vi sono stati regalati, con un messaggio del tipo "abbiamo fatto un safari notturno indimenticabile... grazie per aver reso possibile questo nostro sogno!"








